Consiglieri più ricchi
1-Sicilia euro 20.731
2-Sardegna euro 17.498
3-Puglia euro 15.994
Più Poveri
1-Umbria euro 8.588
2-Toscana euro 9.304
3-E.Romagna euro 10.209
Assessori più ricchi
1-Campania euro 22.210
2-Sicilia euro 20.731
3-Puglia euro 17.516
Più Poveri
1-Umbria euro 8.988
2-Toscana euro 9.638
3-Marche euro11.238
Emolumenti mensili fissi Lordi. per gli assessori il calcolo si riferisce agli assessori-consiglieri; la cifra è stimata in base alla differenza fra l'indennità prevista per i consiglieri e quella per gli assessori
fonte elaborazione studi ISTAT
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domenica 14 agosto 2011
sabato 13 agosto 2011
Come la BCE prepara il prossimo salasso
A nome del centrosinistra, Bersani («questa manovra non risponde al problema») anticipa, da più zelante servitore, il giudizio della BCE (Banca Centrale Europea) che, dopo i suoi apprezzamenti di rito, esigerà ancor più dure legnate anti-sociali e la privatizzazione di ciò che rimane oltre le municipalizzate (ENI, ENEL, Poste, Finmeccanica più il patrimonio immobiliare). Questione di principio, neoliberista e predatorio. Stile Grecia. In nome di un debito che non si risana mai, nonostante le tante manovre da lacrimogeni e sangue degli ultimi vent'anni, e sempre di più cresce. Insomma, l'eternazione del debito come strumento di controllo e dipendenza. Esempio Africa.
L'ulteriore ipoteca la BCE (Banca Centrale Europea) l'ha ufficializzata nei giorni scorsi offrendo il suo «aiuto» –«per il risanamento del debito»– con l'acquisto di titoli di Stato italiani sul mercato secondario, con scadenze tra 2 e 10 anni. Attenzione, tre gli elementi da considerare: i tempi di scadenza (titoli già a scadenza ravvicinata) e la natura dell'«aiuto». Con il terzo –non meno rilevante– sotteso: l'«aiuto» è vincolato al varo di riforme, ed in particolare, appunto, alla privatizzazione di aziende su cui lo Stato italiano mantiene ancora azioni mentre, con la manovra aggiuntiva predisposta ieri, 12 agosto, già si allungano le mani sulle aziende pubbliche locali. L'ipoteca (aggravata) consiste nella natura dell'«aiuto», nel fatto che l'acquisto di titoli di Stato surclassa l'ammontare del denaro che entra nelle casse dello Stato: essendo obbligati a pagare gli interessi, è debito che fa crescere ulteriormente debito –sedicente "pubblico", in questo caso estero– dell'Italia e la esporrà maggiormente alle pretese vessatorie e spoliatrici euroatlantiche che nel brevissimo periodo torneranno a farsi sentire.
In una nota relativa proprio ai titoli di Stato, la stessa BCE spiega «interverrà attivamente il suo programma sui titoli di mercato» (l'acquisto di titoli sul mercato secondario, ndr) che, ricorda, «è stato creato per aiutare a ristabilire una migliore trasmissione delle decisioni di politica monetaria e assicurare la stabilità dei prezzi nell'area euro». Il primo obiettivo è quello di "sostanza", il secondo è "fumisteria" smentita dai fatti.
Attenzione, quindi, alla differenza sostanziale che passa tra l'acquisto dei titoli di stato sul mercato secondario (cosa che è stata fatta) anziché sul mercato primario. Il primo, che tratta i titoli già in circolazione, incentiva infatti la speculazione e fungerà da forzatura ulteriore alle prossime strette neoliberiste.
Portare al collasso i conti dello Stato attraverso l'inesigibilità oggettiva degli interessi crescenti sul debito ha il fine principale (e non esclusivo, quindi) –come sta avvenendo in Grecia– di appropriarsi del patrimonio pubblico che viene obbligato alla privatizzazione. Ogni bene pubblico fungerà allo scopo. La possibilità che così possa essere anche per l'acqua, con buona pace dell'esito referendario di due mesi fa, è molto molto concreta.
La drammatizzazione sui "conti pubblici" e la disinformazione assoluta riguardo le modalità tecniche della dipendenza imposta a tutto campo (anche) al nostro paese hanno la funzione di consentire il raggiungimento dei diversi obiettivi nel modo più indolore possibile.
La rabbia che da tempo si è prodotta, infatti, già è stata drenata (es. Wall Street Journal, 13 luglio 2011) su binari non irrilevanti, ma secondari, che sono i cosiddetti «costi della politica» e i privilegi della servile «Casta» atlantica, per sviare dalle cause di fondo e modalità della macelleria e predoneria che ci stanno somministrando a dosi. Il non riconoscimento del debito pubblico italiano nei confronti della BCE, l'uscita dall’Unione Europea, la nazionalizzazione della banca centrale italiana (Banca d’Italia), l'emissione di una moneta di cui sia proprietaria la nazione, il popolo, emergeranno come obiettivi (parziali) di un movimento sovranista e indipendentista italiano che nascerà dalla brutalità dei fatti, pena lo sprofondare civile e sociale di larghi strati di popolo dominato.
QUANTI SONO I RICCHI IN ITALIA
Secondo la Banca D'Italia la ricchezza nel nostro Paese è decisamente poco distribuita, infatti il10% delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza prodotta, mentre la metà più povera delle famiglie italiane detiene solo il 10% della ricchezza totale. Una situazione di disuguaglianza tra le più evidenti trai i Paesi Ocse, con il reddito del 10% della popolazione più povera cresciuto solamente dello 0,2% dalla metà degli anni ottanta ad oggi, ovvero circa un quinto rispetto al dato realizzato dal 10% dei cittadini più ricchi (+1,1%). Mentre per quanto riguarda la solo Unione Europea l'Italia si piazzerebbe al 18° posto su 25 Paesi UE nella classifica della Diseguaglianza dei redditi ,con un indice di concentrazione di Gini pari a 0,315.
Uno dei problemi principali per l'amministrazione finanziaria e anche per gli istituti di ricerca è capire quanti e chi sono questi ricchi in Italia, perchè i dati ufficiali desunti dalle dichiarazione dei redditi divergono parecchio da quelli sui consumi. Cominciamo con i numeri ufficiali.
Secondo le dichiarazioni dei redditi 2010, in Italia solamente 394 mila persone hanno dichiarato redditi superiori a 100 mila euro (meno dell'1% dei contribuenti), mentre sono meno di 72 mila persone quelle che dichiarano di guadagnare più di 200 mila euro. In generale solo il 13% dei contribuenti e il dichiara redditi oltre i 35 mila euro, mentre sono oltre 10 milioni i contribuenti a zero Irpef.
Dati che non rappresentano certo un Paese di ricchi, tuttavia per molti motivi (primo su tutti il livello di evasione fiscale) questi dati appaiono decisamente sottostimati. Una prova in tal senso, arriva da un'indagine sulla ricchezza individuale degli italiani promossa dal Salone del lusso di Roma (Expo Luxe), secondo cui in Italia circa 730 mila cittadini dispongono di un patrimonio personale netto, senza quindi casa di proprietà, superiore ai 500 mila euro.
Uno dei problemi principali per l'amministrazione finanziaria e anche per gli istituti di ricerca è capire quanti e chi sono questi ricchi in Italia, perchè i dati ufficiali desunti dalle dichiarazione dei redditi divergono parecchio da quelli sui consumi. Cominciamo con i numeri ufficiali.
Secondo le dichiarazioni dei redditi 2010, in Italia solamente 394 mila persone hanno dichiarato redditi superiori a 100 mila euro (meno dell'1% dei contribuenti), mentre sono meno di 72 mila persone quelle che dichiarano di guadagnare più di 200 mila euro. In generale solo il 13% dei contribuenti e il dichiara redditi oltre i 35 mila euro, mentre sono oltre 10 milioni i contribuenti a zero Irpef.
Dati che non rappresentano certo un Paese di ricchi, tuttavia per molti motivi (primo su tutti il livello di evasione fiscale) questi dati appaiono decisamente sottostimati. Una prova in tal senso, arriva da un'indagine sulla ricchezza individuale degli italiani promossa dal Salone del lusso di Roma (Expo Luxe), secondo cui in Italia circa 730 mila cittadini dispongono di un patrimonio personale netto, senza quindi casa di proprietà, superiore ai 500 mila euro.
Terremoto dell’Aquila: altro imprenditore indagato, “grasse risate” al telefono
Un altro imprenditore, Carlo Strassil, sarebbe stato intercettato dalla procura di Pescara mentre con ”grasse risate” faceva il punto sulla ricostruzione post terremoto all’Aquila, nel 2009. Lo scrive La Repubblica.
Strassil – riferisce il quotidiano ‘la Repubblica’ – sarebbe ora indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta su un appalto pubblico da 600 mila euro relativo ai certificati di agibilita’ delle scuole dell’Aquila dopo il sisma. Finito nel mirino degli inquirenti per la vicenda di un’opera pubblica fantasma in provincia di Pescara, Strassil, nell’estate del 2009, al telefono avrebbe assicurato suo interlocutore, ridendo, che all’Aquila ”e’ un film” e che con la ricostruzione si procede ”alla grande”.
Nell’indagine, passata per competenza da Pescara all’Aquila, sarebbe indagato, per corruzione e abuso di ufficio, anche Gianni Giuglielmi, all’epoca provveditore delle opere pubbliche per Lazio, Sardegna e Abruzzo e ora – scrive sempre il quotidiano – provveditore per la Campania da pochi giorni nominato dalla presidenza del consiglio dei ministri commissario straordinario per il risanamento del fiume Sarno.
Il nome di Guglielmi comparirebbe gia’, con l’ipotesi di abuso d’ufficio, nell’indagine per un presunto appalto gonfiato nel corso dei lavori della questura dell’Aquila, una ristrutturazione lievitata da tre a 18 milioni di euro.
Crisi, la "ricetta" di Confindustria veneta: «Operai, lavorate gratis per 5 giorni»
VENEZIA - Anche i lavoratori possono fare la loro parte nel riportare l'Italia in pareggio di bilancio, «regalando 5 giorni lavorativi all'anno per un periodo limitato, diciamo 5 anni». La proposta è di Andrea Tomat, presidente diConfindustria veneta, che precisa: le 5 giornate verrebbero devolute «all'impresa per cui lavorano, ma si può decidere di mettere qualcosa in un fondo».
Tomat chiarisce che «non bisogna guardare alla singola azienda ma al sistema. Cinque giornate lavorative consentirebbero di aumentare la produttivita e la competitività per le imprese, si riuscirebbe ad abbassare i costi dei prodotti, anche ad ampliare le possibilità di aumentare le assunzioni». Una proposta che Tomat si dice pronto a discutere ora con i sindacati.
«Teniamo presente che già oggi c'è un numero elevato di giorni di ferie - sottolinea - da 25 potrebbero passare a 20 con sacrificio: non se ne accorgerebbe nessuno». Quanto alla parte che potrebbero fare le imprese per contribuire alla riduzione del deficit, il presidente degli industriali veneti taglia corto: «le aziende pagano già il 60% di imposte».
Tomat chiarisce che «non bisogna guardare alla singola azienda ma al sistema. Cinque giornate lavorative consentirebbero di aumentare la produttivita e la competitività per le imprese, si riuscirebbe ad abbassare i costi dei prodotti, anche ad ampliare le possibilità di aumentare le assunzioni». Una proposta che Tomat si dice pronto a discutere ora con i sindacati.
«Teniamo presente che già oggi c'è un numero elevato di giorni di ferie - sottolinea - da 25 potrebbero passare a 20 con sacrificio: non se ne accorgerebbe nessuno». Quanto alla parte che potrebbero fare le imprese per contribuire alla riduzione del deficit, il presidente degli industriali veneti taglia corto: «le aziende pagano già il 60% di imposte».
venerdì 12 agosto 2011
Manovra anti-crisi: ecco tutte le misure...mi raccomando stiamoci zitti
Ecco in sintesi le misure del testo del decreto entrato nel consiglio dei ministri.
- AUTONOMI. Aumento della quota Irpef per gli autonomi, a partire dall’attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro.
- TREDICESIME. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilita’.
- TFR. Pagamento con due anni di ritardo dell’indennita’ di buonuscita dei lavoratori pubblici.
- PENSIONI DONNE. Viene anticipato dal 2020 al 2015 il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell’eta’ pensionabile delle donne nel settore privato.
- PROVINCE. Dalle prossime elezioni e’ prevista la soppressione delle Provincie sotto i 300.000 abitanti, fusione dei Comuni sotto i mille abitanti, con sindaco anche assessore, e la riduzione dei componenti i Consigli regionali.
- PONTI. Le festivita’ infrasettimanali ”non concordatarie” verranno spostate al lunedi’.
- SCONTRINI. Tracciabilita’ di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro con comunicazione all’Agenzia delle entrate delle operazioni per le quali e’ prevista l’applicazione dell’Iva. E’ inoltre previsto l’inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell’attivita’, per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.
- PENSIONI ANZIANITA’. Sono previsti interventi disincentivanti per le pensioni di anzianita’, con anticipo al 2012 del requisito di 97 anni tra eta’ anagrafica e anni di contribuzione.
- CONTRIBUTO SOLIDARIETA’. Viene esteso ai dipendenti privati la misura gia’ in vigore per i dipendenti pubblici e per i pensionati: prelievo del 5% della parte di reddito eccedente i 90.000 euro e del 10% della parte eccedente i 150.000.
- MINISTERI. Previsto un taglio di 6 miliardi di euro nel 2012 e 2,5 nel 2013.
- ENTI LOCALI. Verranno ridotti 6 miliardi di trasferimenti nel 2012 e 3,5 nel 2013. Per le regioni il peso della riduzione dei fondi e’ pari a 1 miliardo di euro. La sanita’ non verra’ toccata.
- PERDITE. Riduzione per le societa’ al 62,5% della possibilita’ di abbattimento delle perdite.
- RINNOVABILI. Torna l’ipotesi del taglio del 30% degli incentivi. Non potranno essere superiori alla media di quelli erogati negli altri Paesi d’Europa.
- MERCATO ELETTRICO. Verso la divisione in tre macrozone (Nord, Centro, Sud).
- SERVIZI PUBBLICI LOCALI. Si punta alla liberalizzazione e verranno incentivate le privatizzazioni.
- RENDITE AL 20%. La misura vale circa 2 miliardi di euro. Esclusi i titoli di Stato che restano tassati al 12,5%.
- AUTONOMI. Aumento della quota Irpef per gli autonomi, a partire dall’attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro.
- TREDICESIME. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilita’.
- TFR. Pagamento con due anni di ritardo dell’indennita’ di buonuscita dei lavoratori pubblici.
- PENSIONI DONNE. Viene anticipato dal 2020 al 2015 il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell’eta’ pensionabile delle donne nel settore privato.
- PROVINCE. Dalle prossime elezioni e’ prevista la soppressione delle Provincie sotto i 300.000 abitanti, fusione dei Comuni sotto i mille abitanti, con sindaco anche assessore, e la riduzione dei componenti i Consigli regionali.
- PONTI. Le festivita’ infrasettimanali ”non concordatarie” verranno spostate al lunedi’.
- SCONTRINI. Tracciabilita’ di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro con comunicazione all’Agenzia delle entrate delle operazioni per le quali e’ prevista l’applicazione dell’Iva. E’ inoltre previsto l’inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell’attivita’, per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.
- PENSIONI ANZIANITA’. Sono previsti interventi disincentivanti per le pensioni di anzianita’, con anticipo al 2012 del requisito di 97 anni tra eta’ anagrafica e anni di contribuzione.
- CONTRIBUTO SOLIDARIETA’. Viene esteso ai dipendenti privati la misura gia’ in vigore per i dipendenti pubblici e per i pensionati: prelievo del 5% della parte di reddito eccedente i 90.000 euro e del 10% della parte eccedente i 150.000.
- MINISTERI. Previsto un taglio di 6 miliardi di euro nel 2012 e 2,5 nel 2013.
- ENTI LOCALI. Verranno ridotti 6 miliardi di trasferimenti nel 2012 e 3,5 nel 2013. Per le regioni il peso della riduzione dei fondi e’ pari a 1 miliardo di euro. La sanita’ non verra’ toccata.
- PERDITE. Riduzione per le societa’ al 62,5% della possibilita’ di abbattimento delle perdite.
- RINNOVABILI. Torna l’ipotesi del taglio del 30% degli incentivi. Non potranno essere superiori alla media di quelli erogati negli altri Paesi d’Europa.
- MERCATO ELETTRICO. Verso la divisione in tre macrozone (Nord, Centro, Sud).
- SERVIZI PUBBLICI LOCALI. Si punta alla liberalizzazione e verranno incentivate le privatizzazioni.
- RENDITE AL 20%. La misura vale circa 2 miliardi di euro. Esclusi i titoli di Stato che restano tassati al 12,5%.
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